interviste

INTERVISTA ALL’AUTRICE PAULINE YATES

LE INTERVISTE DEL SALOTTO

Bentornati ai puntualissimi appuntamenti del giovedì interviste de Il Salotto Letterario e de Il Salotto Creativo del gruppo Facebook MyMee-Express Yourself. Oggi siamo in compagnia di Pauline Yates, autrice australiana che, con il racconto “La migliore medicina”, è stata vincitrice della Horror Short-Story Competition curata dall’AHWA, la Australasian Horror Writers Association. Il racconto è stato successivamente selezionato per l’antologia “Il bar subito dopo”, a cura dell’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e pubblicato dalla casa editrice Acheron Books.

Salve Pauline, benvenuta nel mio Salotto e grazie per essere in nostra compagnia qui oggi. Ci racconti qualcosa di lei.

Thank you for the invitation. I live in Queensland, Australia, near the D’Aguilar Range featured in my story. When I’m not writing, I’m a seamstress by trade and repair equestrian apparel. I live with my family on a five acre property surrounded by rainforest and an abundance of native wildlife, and we’re one street back from the best view over Queensland’s south-eastern coastline.

Grazie per l’invito. Vivo nel Queensland, vicino alla catena montuosa D’Aguilar che compare nella mia storia. Quando non scrivo, lavoro come sarta e riparo attrezzature equestri. Abito con la mia famiglia in una proprietà di cinque acri circondata dalla foresta pluviale, ricca di vita selvaggia, a pochi passi da una delle più belle vedute della costa sud-est del Queensland.

Il suo racconto “La migliore medicina” è risultato vincitore della Horror Short-Story Competition curata dall’AHWA, la Australasian Horror Writers Association, ed è stato selezionato per l’antologia “Il bar subito dopo”, a cura dell’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. Cosa ha rappresentato per lei raggiungere questo traguardo?

I still have stars in my eyes. It’s an incredible achievement, one I’m truly grateful for. To win the AHWA contest was a huge boost to my writing confidence, but to then be selected for translation in the Rill anthology was completely unexpected and something I never dreamed would happen. I’m so grateful for the opportunity and loved working with the RiLL team. I hope I get the chance to work with them again in the future.

Ancora non ci credo. Si tratta di un traguardo incredibile, per il quale sono davvero grata. Vincere il concorso AHWA mi è stato di grande aiuto per aumentare la fiducia nella mia scrittura, ma quando mi hanno comunicato che il mio racconto era stato selezionato per essere tradotto e inserito nell’antologia RiLL sono rimasta senza parole, non mi sarei mai immaginata che potesse accadere. Sono così grata per questa opportunità ed è stato fantastico lavorare con la squadra di RiLL. Spero di avere l’occasione di poter lavorare di nuovo con loro in futuro.

La protagonista de “La migliore medicina” è una donna che deve combattere ogni giorno con il proprio senso di colpa e che deve scendere a terrificanti compromessi per andare avanti. Come è nato questo personaggio e perché?

When writing this story, I wanted to answer the question many people ask: “Why do people stay in abusive relationships?” From life experience as a disability personal carer and from helping victims of domestic violence, I learned about the emotional challenges faced by partners in these situations. I think love is the key emotion. Love is unique because it gives reason for living or it can destroy you. All relationships begin with love, and when the relationship becomes challenging, for whatever reason, love is the anchor you cling to until things get better. Love is also commitment, and when things gets really bad, that commitment—through sickness and in health in the case of my protagonist—can keep you afloat with the promise of better times ahead. Only when love dies can a person move on, but while it exists, whether in glimpses behind an abusive mask, or in promises of ‘till death do you part’, love will keep you in its grip, and guilt and excuses blind you to irrational behaviour, making it difficult to leave.

Quando ho scritto questa storia, la mia intenzione era quella di rispondere a una domanda piuttosto comune: “Perché la gente decide di portare avanti relazioni violente?”. Dalla mia esperienza personale come assistente a persone disabili e a vittime di violenza domestica, ho imparato molto sulle sfide emozionali che entrambi i partner affrontano in queste situazioni. Penso che l’amore sia l’emozione chiave. L’amore è unico perché ti dà una ragione per vivere, ma allo stesso tempo può anche distruggerti. Tutte le relazioni iniziano con l’amore e quando, per qualsiasi ragione, il rapporto diventa impegnativo, l’amore è l’ancora a cui ci si aggrappa per far andare meglio le cose. Amore significa anche dedizione e, quando le cose si mettono davvero male, quella dedizione – in salute e in malattia nel caso della mia protagonista – può farti rimanere a galla mentre si attendono tempi migliori. Solo quando l’amore muore una persona può andare avanti con la propria vita, ma mentre questo sentimento è ancora vivo, sia sotto forma di attimi dietro una maschera di violenza, sia dietro la promessa del “finché morte non ci separi”, l’amore ti terrà avvinto nella sua stretta e il senso di colpa e le scuse ti renderanno cieco dinanzi a qualsiasi comportamento irrazionale, impedendoti di andartene.

La pace e la tranquillità degli sfondi montani del racconto contrastano in maniera voluta con i crimini che vengono perpetrati all’interno della casa dei protagonisti. Si tratta di una scelta voluta?

When studying the best setting for a horror story, all are isolated in some form. I chose a house in the mountains because that’s what I know best. At my property, some days are so so silent, its easy to imagine being the only person on earth. I’ve also worked on remote horse properties where the closest house is an hour drive through eight gates. Peace is found in solitude, but you don’t realise how alone you are until something goes wrong.

Mentre studiavo la migliore ambientazione per una storia horror, mi sono accorta che tutti questi tipi di racconti sono caratterizzati da una sorta di senso di isolamento. Ho scelto una casa fra le montagne perché è lo scenario che conosco meglio. Nella mia proprietà, alcune giornate sono così silenziose che è facile immaginare di essere l’unica persona presente sulla terra. Ho anche lavorato in alcuni maneggi così distanti da tutto e tutti, così tanto che l’abitazione più vicina distava almeno un’ora di macchina, ed era necessario attraversare almeno otto cancelli per passare da una recinzione all’altra prima di raggiungere qualche casa. Si trova la pace nella solitudine, ma non ti accorgi di quanto sei solo finché qualcosa non va storto.

Sta lavorando a qualche nuovo progetto per il futuro?

I’m currently seeking representation for my debut YA Scifi novel. While querying, I’ll polish and submit other short stories I put aside while working on my novel. I’m keen to attempt more poetry after having my first attempts accepted in publications due for release in 2022. My writing is always evolving and I’m enjoying the journey. I hope future destinations are as enjoyable as where ‘The Best Medicine’ took me.

Al momento, sto cercando qualcuno a cui proporre il mio romanzo young adult scifi d’esordio. Tra una mail e l’altra, sistemo e invio altri racconti che avevo messo da parte mentre lavoravo al romanzo. Non vedo l’ora di tornare a scrivere poesie dopo che i miei primi tentativi sono stati accettati per essere pubblicati nel 2022. La mia scrittura è in costante evoluzione e mi sto godendo questo viaggio. Spero che le destinazioni future siano tanto piacevoli quanto quella in cui mi ha portato “La migliore medicina”.

Grazie a Pauline Yates per essere stata in nostra compagnia oggi. Vi ricordo che “Il bar subito dopo” è disponibile sul catalogo della casa editrice e su tutti i maggiori store online.

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