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LE RECENSIONI DEL SALOTTO: TORINO NOUVELLE VAGUE

LE RECENSIONI DEL SALOTTO

Franco Ricciardiello, Torino Nouvelle Vague, Todaro Editore

L’AUTORE

Franco Ricciardiello comincia a pubblicare a vent’anni. Nel 1998 vince il Premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano con Ai margini del caos (Mondadori), tradotto in Francia da Flammarion. Ha insegnato per quasi vent’anni scrittura creativa. Ha vinto nel 2005 il premio Gran Giallo Città di Cattolica con il racconto Battaglia d’Anghiari. Ha all’attivo otto romanzi, due dei quali gialli, un manuale di scrittura creativa e quattro volumi dedicati alla letteratura, alla musica e al cinema di altrettante città italiane ed europee (Parigi, Venezia, Torino e Berlino).

LA TRAMA

Cinema e letteratura si intrecciano in questo romanzo giallo. Protagonisti un giovane PM e un vecchio regista della Nouvelle Vague, liberamente ispirato a JeanLuc Godard, sospettato di aver ucciso l’ex moglie dopo la Nuit Blanche, una festa dedicata alla cinematografia francese. Il palcoscenico è Torino, una Torino ricca di atmosfere, serate di gala al Museo del Cinema, strade avvolte nella nebbia. La vittima è Sophie Alma, musa indiscussa e attrice protagonista di molti film francesi degli anni Sessanta. L’indagine parte bene, poi si avvita su se stessa, viene ostacolata dalla stampa, ma infine giunge a una soluzione suggerita da una felice intuizione del magistrato, uomo di poche parole e all’apparenza scostante, ma provvisto della capacita di comprendere l’animo umano e le sue debolezze.

LA RECENSIONE

Quasi avesse sviluppato un sesto senso per il crimine, il commissario Mauro Ferrando si sveglia qualche secondo prima che il cellulare inizi a vibrare. È domenica mattina. Il cielo è ancora completamente buio perché siamo oltre la metà d’ottobre, ancora due settimane al ritorno all’ora solare, non c’è speranza di vedere i segni dell’aurora. Si volta senza una vera ragione verso il telefono, a portata di mano sul comodino da notte. Ed eccolo che si illumina e vibra.

L’attrice Sophie Alma viene trovata morta in una camera d’albergo a Torino, dopo la Nuit Blanche, serata d’eccezione dedicata al cinema francese. Il suo ex marito, il regista Leclercq, è il primo sospettato del crimine e il commissario Ferrando viene incaricato delle indagini. Il caso si rivela più complesso del previsto e per scoprire la verità Ferrando dovrà destreggiarsi fra indizi, memorie dal passato, gli ostacoli della stampa e intuizioni inaspettate.

Con Torino Nouvelle Vague, Franco Ricciardiello firma un romanzo dallo stile raffinato, che omaggia l’omonimo movimento cinematografico francese degli anni Cinquanta e, in particolare, la figura del regista Jean-Luc Godard, che trova una sorta di “reincarnazione” nella figura di Leclercq. Anche i titoli dei capitoli del romanzo sono perfettamente allineati a questo stile, in quanto riprendono i titoli dei film del regista francese e ci conducono in un viaggio ideale attraverso il dipanarsi dei nodi della trama.

Torino Nouvelle Vague non è solo un giallo dalle atmosfere sfumate e fumose, che a tratti quasi ci appaiono in bianco e nero, come se anche i protagonisti (e i lettori) fossero tornati indietro nel tempo e si trovassero ora in un film d’autore. Franco Ricciardiello, con l’eleganza che contraddistingue ogni sua opera, ci racconta una storia vivida e realistica, curata fin nei minimi dettagli e con protagonisti d’eccezione, descritti con grande attenzione, soprattutto per quanto riguarda le connotazioni psicologiche. Anche la città di Torino non è solo un mero sfondo per gli avvenimenti, ma presta le sue vie e la sua stessa anima all’indagine, senza mai perdere la sua discrezione e il suo silenzio. Torino Nouvelle Vague è dunque un noir iconico, dedicato a tutti gli amanti del cinema d’altri tempi, ma in grado anche di raccontare di storie di uomini e donne con una profondità e un’intensità che non potranno fare a meno di catturare i lettori fin dalle prime pagine.

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